IL CUCCIA

Il luogo più sicuro dove coltivare il dubbio

Anno II - Numero 12

L'oggi è maestro del domani.
Publilio Siro

martedì 28 marzo 2017

Crimine in Parlamento

Ancora una volta, la politica ha fatto fuori in un sol colpo le forme della democrazia e la sostanza dello Stato di diritto. Lo ha fatto con il voto di fiducia posto al maxiemendamento sostitutivo del disegno di legge di riforma del codice penale. Come ormai è la norma in Italia, del crimine in questione forse non si è accorto neppure chi l'ha messo in atto.

Dal punto di vista delle regole del gioco democratico, approvare una riforma del processo penale attraverso un voto bloccato vuol dire aver forse garantito la vittoria di una partita politica (magari interna allo stesso partito di maggioranza), ma al prezzo di quello che dovrebbe essere il metodo di operare connaturale al Parlamento: la discussione e deliberazione per parti separate, tanto più rilevante e essenziale nella materia penale, che riguarda la nostra libertà personale.
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L’Europa inizia a pensare l'impensabile: smantellare l'eurozona

Per farsi un’idea dell’incertezza che aleggia sul destino dell’Unione europea, basta leggere il “libro bianco” dei Jean-Claude Juncker riguardo il futuro dell’Europa. Questo documento del Presidente della Commissione europea è stato reso pubblico, e conteneva addirittura cinque possibili scenari per l’evoluzione dell’UE da qui al 2025: “tirare avanti”, “nient’altro che il mercato unico”, “quelli che vogliono fare di più fanno di più”, “fare meno in maniera più efficiente” e “fare molto di più insieme”.

di Tony Barber

La vaghezza e genericità del libro bianco è comprensibile. Mentre si avvicinano le elezioni in Olanda, Bulgaria, Francia, Germania e in Repubblica Ceca, non c’è praticamente nessun governo che abbia voglia di seguire le ambiziose iniziative di Juncker. Tuttavia, i governi si rendono conto che l’Europa sta creando rischi al mondo intero in una maniera che non si era più verificata dalla fine della guerra fredda negli anni 1989-91. Gli strateghi di politica estera a Berlino, Parigi e nelle altre capitali stanno rivedendo le loro posizioni a lungo condivise sull’inevitabilità dell’integrazione europea e la stabilità dell’alleanza Europa-USA nell’ambito della sicurezza.
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Miracoli in Germania. Flessibilità interna e mercato del lavoro

Tra le cause della straordinaria tenuta dell’occupazione in Germania durante la Grande Recessione, discussione ancora aperta tra gli economisti, c'è stata la capacità da parte dell’economia tedesca di esibire una notevole capacità di adattamento e grande flessibilità, ma una flessibilità “interna”, diversa da quella tipica dei sistemi di flexicurity. Questa esperienza, benché non priva di effetti avversi e radicata in uno specifico contesto di relazioni industriali, rappresenta una lezione di grande interesse.

di Giuseppe Croce

Tra le macerie lasciate dalla Grande Recessione in Europa, la tenuta dell’occupazione in Germania ha rappresentato una delle poche buone notizie, un caso di successo per più aspetti clamoroso. Il mercato del lavoro tedesco ha mostrato una grande capacità di adattamento e le imprese hanno potuto avvalersi di un’ampia flessibilità. Ma di una flessibilità di tipo diverso da quella dei sistemi di flexicurity. In questo articolo, prendendo spunto dalla discussione ancora aperta tra gli economisti, proviamo a guardare “dentro” il “miracolo” tedesco.
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Comprare libri per non leggerli

O del perché possediamo più libri di quanti sia umanamente possibile leggerne: un comportamento più antico di quanto si pensi.

di Anna Momigliano

Ogni giorno, quando passa in edicola, mio padre compra un giornaletto a mia figlia, uno di quegli album con gli sticker e le pagine da colorare per i bambini che ancora non sanno leggere. L’ho pregato di darci un taglio: non esistono abbastanza ore in una giornata per colorare tutti quei disegni e così i fascicoli si accumulano senza essere neppure sfogliati, è uno spreco di spazio, di denaro e un vizio inutile. Subito dopo questa conversazione, mi sono resa conto di quanto sarebbe sembrata fuori luogo, se invece di album delle Winx avessimo parlato di libri: tutti acquistiamo e regaliamo più libri di quanto non sia umanamente possibile leggere e nessuno ci trova nulla di male. Al contrario, l’intera industria editoriale si regge, e neppure troppo bene, su questa incongruenza tra il tempo a disposizione e il numero di volumi acquistati.
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martedì 21 marzo 2017

Più Putin che Trump: la destra populista ed euroscettica cambia orizzonte

Trent'anni fa, il muro di Berlino divideva ancora il mondo in due. Sul piano geopolitico e politico. Non solo: divideva in due anche i Paesi occidentali. Al loro interno. In Italia, ad esempio, nel dopoguerra, il sistema politico è stato attraversato dalla contrapposizione fra i due partiti maggiori. Democrazia Cristiana e Partito Comunista. La Dc e il Pci. Protagonisti del "bipartitismo imperfetto" (come lo ha definito Giorgio Galli) fra due partiti destinati a interpretare un ruolo fisso. La Dc al governo. Il Pci all'opposizione. Perché, appunto, legato e collegato con il blocco sovietico. Storicamente. Il percorso del Pci verso l'autonomia si è sviluppato attraverso la scelta euro-comunista, compiuto, in particolare, da Enrico Berlinguer. Ma si realizza, apertamente, alla Bolognina, nel 1989, all'indomani (letteralmente) della caduta del muro. Annunciata dal segretario, Achille Occhetto, e puntualmente rilanciata dall'Unità (il giornalista, all'epoca, era Walter Dondi). Insieme all'Ansa.
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Exit: riflessioni di un mainstreamer

In un recente articolo sul Financial Times è stata riportata una lunga conversazione di Alberto Bagnai col corrispondente da Roma del quotidiano britannico. A seguito della pubblicazione dell'articolo, lo stesso Bagnai ha pubblicato sul suo blog una riflessione per commentarne e precisarne i contenuti.

di Alberto Bagnai

Alcuni giorni fa ho avuto una lunga conversazione con James Politi, il corrispondente da Roma del Financial Times. Lui ha fornito un resoconto imparziale della nostra conversazione qui e questo già merita un applauso, considerando sotto quale pressione stava lavorando. Ovviamente, molti aspetti della nostra conversazione sono stati omessi, ma il succo del messaggio rimane. Nella mia esperienza questo è abbastanza inusuale, specialmente nei media italiani. Non farò menzione degli aspetti omessi, ma desidero aggiungere alcune sfumature perse nella traduzione (in gran parte a causa mia).

La più importante riguarda le mie affermazioni in merito ad “aver detto queste cose per sette anni ed essere adesso diventato un mainstreamer”.
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