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Anno II - Numero 43
L’ignorante afferma, il sapiente dubita, il saggio riflette.
Aristotele

sabato 30 settembre 2017

Hertzko, la “belva giudea” che mise k.o. Auschwitz

Deportato nel campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau, il pugile polacco Hertzko Haft vinse 75 incontri tra i detenuti per poi fuggire in America. La boxe, la sfida a Marciano, le nozze e quell’incontro con l’amata Leah

di Ernesto Branca

Hertzko "Harry" Haft
Auschwitz-Birkenau vuol dire terrore, vuol dire disperazione, vuol dire morte. Auschwitz-Birkenau significa desolazione, sconfitta e annientamento. Ma Auschwitz-Birkenau a volte, anzi molto raramente, può indicare rinascita.
No non siamo pazzi, né tantomeno ubriachi. Non lo pensereste se conosceste la storia di Hertzko Haft, il pugile che mise al tappeto il campo di concentramento più terribile della storia nazista. Nato in Polonia ma di origine ebrea, Hertzko conosce ben presto la crudeltà della vita. La Germania di Hitler invade la Polonia e i fratelli Haft, insieme ad altri migliaia di polacchi, vengono catturati. Hertzko però riesce a far fuggire il fratello, attirando su di sé l’attenzione delle SS.

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