Il luogo più sicuro dove coltivare il dubbio

Anno II - Numero 12

L'oggi è maestro del domani.
Publilio Siro

martedì 17 gennaio 2017

Tre banche un soldo

Come si è arrivati al dissesto delle banche di provincia, che fino a pochi anni fa andavano a gonfie vele? Sono state gestite essenzialmente come centri di potere e hanno finanziato attività immobiliari di ogni tipo, senza adeguate garanzie. Come si è sgonfiata la bolla del credito immobiliare.

di Marco Onado

Un favore a Bankitalia e governo
Tre banche un soldo, come alle fiere di paese di una volta. È questo il prezzo a cui Ubi si accinge a rilevare quello che resta di Banca Etruria, Banca Marche e Cassa di risparmio di Chieti. Un dato che la dice lunga sullo stato di salute del sistema bancario: le banche operavano (soprattutto le prime due) nel cuore della provincia ricca italiana, quella che ha un reddito pro-capite fra i più alti d’Europa, quella che giustamente consideriamo la spina dorsale del nostro sistema produttivo.
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A Davos si parlerà di repressione delle ong e di populismo, meno di economia. Vi è chiaro?

Si apre oggi l’annuale World Economic Forum di Davos, simposio dove storicamente si elaborano teorie economiche fallaci ma ammantate di potenzialità salvifiche, vista l’alta presenza di premi Nobel e politici di rango. 

di Mauro Bottarelli

Quest’anno non ci sarà Angela Merkel, alle prese con un restyling del suo cancellierato (il popolo non ama particolarmente i circoli alla Davos e la Frau a settembre ha le elezioni) ma per il resto, la piccola località svizzera si tramuterà per qualche giorno nel centro del mondo, tra misure di sicurezza da far impallidire la sede della Cia e confische forzate di edifici.
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Se salgono i tassi sono guai per l'Italia

Nuvoloni all’orizzonte dell’economia italiana in caso di rialzo dei tassi. Li prospetta Nomisma, che nei giorni scorsi ha presentato a Milano il volume digitale “The World in 2017”, pubblicazione che vede il contributo di autorevoli esperti chiamati a ragionare sui grandi temi d’attualità per il 2017.

di Luigi dell'Olio

Lo studio dipinge un quadro mondiale con più ombre che luci nel 2017 e un’Italia che potrebbe diventare ancora più debole e fragile. Tra gli autori figurano in particolare l’economista Francesco Giavazzi, il presidente di Intesa Sanpaolo, Gian Maria Gros-Pietro, l’ex ambasciatore britannico in Italia, Christopher Prentice, il direttore esecutivo del Fmi, Carlo Cottarelli, esperti dell’Ocse, professori universitari di Harvard, della francese Science Po, dell’Università di Johannesburg e dell’Istituto universitario europeo di Fiesole.
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Legge, guarda, ascolta ma non capisce: il 70% degli italiani è analfabeta

di Mimmo Càndito

Non è affatto un titolo sparato, per impressionare; anzi, è un titolo riduttivo rispetto alla realtà, che avvicina la cifra autentica all'80 per cento. E questo vuol dire che tra la gente che abbiamo attorno a noi, al caffè, negli uffici, nella metropolitana, nel bar, nel negozio sotto casa, più di 3 di loro su 4 sono analfabeti: sembrano “normali” anch'essi, discutono con noi, fanno il loro lavoro, parlano di politica e di sport, sbrigano le loro faccende senza apparenti difficoltà, non li distinguiamo con alcuna evidenza da quell’unico di loro che non è analfabeta, e però sono “diversi”.
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