Il luogo più sicuro dove coltivare il dubbio

Anno II - Numero 25

Ove c’è raziocinio c’è scelta, ove c’è scelta c’è libertà.

Oriana Fallaci

Capiamoci


Domanda: che cos'è questo?
Risposta: un blog. Ecco.

Nonostante l'intenzione di dare a questa raccolta di opinioni, articoli e commenti vari un aspetto professionale, questo è un blog. Dietro questo prodotto non ci sono obiettivi nascosti né interessi di parte. La linea editoriale adottata è quella della critica costruttiva mirata a sensibilizzare i (pochi) lettori verso i temi dell'economia e dello sviluppo, anche sociale, nel tentativo di risollevare «le sorti morali di questa nostra incerta democrazia» (cit. Andrea Purgatori)

Tutta la roba che leggete su questo blog è già stata pubblicata altrove e viene riprodotta grazie alle licenze Creative Commons: se avete pensato che qui circoli denaro vi siete sbagliati. Al limite, se mi incontrerete da qualche parte e avrete fin lì resistito alla tentazione di insultarmi per qualche ragione, potete offrirmi un caffé. Stop.
Tuttavia, meglio essere chiari: se qualcuno degli autori ritenesse opportuno non essere presente qua dentro è sufficiente che me lo segnali usando il modulo posto nel footer e mi impegno a rimuovere nel minor tempo possibile i suoi contributi. Evitiamo di spendere soldi in cause legali per simili bazzeccole.
Quanto alle immagini, come sopra. Tutte le opere sono tratte da siti che ne consentono attraverso qualche formula il riuso, ma se dovessi aver involontariamente sbagliato qualcosa, per cortesia, comportatevi come tutti gli altri autori: avvisate me prima di informare il vostro avvocato. 

Avrete magari notato che alcuni contenuti sono riprodotti per intero mentre altri lo sono soltanto in parte e contengono un invito a continuare la lettura su siti esterni: che significa? Semplice. Dopo vent'anni di vita online ho imparato che tutte quelle storie sull'informazione digitale che resta nel tempo è una baggianata e più di una volta è capitato che, negli anni, siti bellissimi-interessantissimi-solidissimi si volatilizzassero per le più svariate ragioni come, ad esempio, l'arrivo di un nuovo AD un po' testa di quarzo... Per evitare che questo accada anche qui (facendo gli scongiuri, a Montain View sono sempre stati molto generosi in questo senso) ho pensato di congelare qua sopra alcuni contenuti a futura memoria, prima di tutto la mia.

Grazie? Grazie. 
Ringrazio la mamma, il papà, la bandiera, i tifosi, il mister... Questo genere di ritornelli ha un po' depauperato il significato di un ringraziamento, però ci sono alcune persone che, direttamente o indirettamente, hanno permesso al sottoscritto di arrivare fin qua combinato così come sono e allora credo sia doveroso ringraziarle. Prima di tutto, ringrazio Cortese Signora, senza la quale molte delle cose che faccio non avrebbero un senso. Poi un pensiero di ringraziamento va ai miei guru: il professor Beppe Scienza, gli amici Ennio Martignago, Pier Silvano Ferro, Massimo Giordani, senza dimenticare Giovanni Minoli, Andrea Purgatori e Massimo Fini. Poi Nicholas Negroponte e Gianfranco Modolo, ai quali sarò sempre riconoscente. E Cesare Massarenti, che durante una cena mi ha chiarito il segreto della vita.

Proseguendo nei ringraziamenti, un pensiero è dedicato anche a quanti, nel corso degli anni, hanno collaborato a chiarirmi le idee: Walter Tobagi, Giuseppe Viola, Roberto Topino, Franco Carlini e Marco Zamperini. Se alle volte non ho capito la vostra grandezza, siate clementi con me. Soprattutto tu, Franco, al quale dovrei ancora delle scuse.

Infine, visto che ho avuto la grande fortuna di dire grazie ad alcuni professori, primo tra tutti Francesco Novara, quindi Siro Lombardini e Luciano Gallino, senza dimenticare Claudio Dematté, Paolo Montalenti, Giuseppe Porro e Fabio Bortolotti, credo sia giusto che sappiano una cosa: non c'è giorno, non c'è gesto, non c'è un mio solo pensiero che non risulti essere ispirato ai vostri preziosi insegnamenti. 
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