Il luogo più sicuro dove coltivare il dubbio

Anno II - Numero 43
L’ignorante afferma, il sapiente dubita, il saggio riflette.
Aristotele

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Tutti i pensieri di Gianfranco Modolo*


9 novembre
A urne appena chiuse, in Sicilia è stato arrestato un neo-deputato dell’Ars per evasione fiscale: i lupi perdono il pelo ma non il vizio. Ricordiamolo quando, a primavera, gli italiani saranno chiamati alle urne per affrontare il dilemma elettorale francese: scegliere tra il partito degli indagati e quello degli sciamannati. C'era una terza via, ma si è suicidata.

2 novembre
Perché devono essere i contribuenti a pagare per gli errori di valutazione e la cupidigia dei banchieri europei? A proposito del dimezzamento del Qe annunciato alcuni giorni fa si legge: “the European Central Bank is finally being forced to end its greatest orgy of money printing in history. The U.S. Federal Reserve has already announced the same.”. Stando a queste fonti, quindi, Draghi sarebbe stato costretto a ritoccare il Qe, non sarebbe stata una sua scelta. E la riprova di questa tesi è stata che l'euro ha immediatamente perso due punti nei confronti del dollaro.

25 ottobre
Quando le banche sbagliano e Bankitalia non controlla, si creano buchi per decine di miliardi che i contribuenti italiani sono poi chiamati a coprire e quando si vuol allontanare chi non ha controllato c’è qualcuno che trova pure da ridire. Perché toccando Bankitalia (e le banche che la controllano) si levano immediatamente alte le voci dei corifei che difendono un sistema di potere economico avido e sino ad oggi inviolabile: lo ha fatto per primo il senatore Mucchetti seguito da Walter Veltroni, avanguardie - e altri ancora ne verranno, non ne dubito - di quanti hanno preso posizione contro Matteo Renzi, portavoce di quell’ala del Partito Democratico secondo la quale Visco deve andarsene perché ha coperto le banche che in questi sette anni ne hanno fatte di tutti i colori.
Nel frattempo, l’ex presidente Napolitano e Luigi Zanda hanno preso posizione contro la mozione PD per la rimozione di Visco. Peccato che nel 2007, quando Monte dei Paschi di Siena comprò Antonveneta per 9 miliardi di euro (con una plusvalenza monstre di 5 miliardi in favore del venditore BBVA che l'aveva pagata 4 miliardi pochi anni prima) nessuno di lor signori ebbe da ridire. Mentre Bankitalia applaudiva e la plusvalenza taroccata venne pagata dai contribuenti italiani con il salvataggio del Mps.
Morale: Visco ha coperto i suoi padroni, le banche, che posseggono Bankitalia e nella lotta tra chi vuole le sue dimissioni e chi ne sostiene l’operato alla fine si delineerà un chiaro quadro tra chi sta con le banche e chi contro. In tutto questo, Bankitalia si difende: nelle vicende bancarie, afferma di essersi sempre mossa d'accordo con il governo. Bravi: tutti d'accordo nel fottere i contribuenti italiani.

18 ottobre
Il rosa antico non piace più: in Francia, Germania e Austria crollano i socialisti e la sinistra moderata in genere. Nel frattempo, osservando quanto accade in Corea del Nord, Ucraina o Medio Oriente, rilevo - non senza preoccupazione - una gran voglia di menar le mani: il ciclo della guerra ha ripreso fiato. Forse perché le generazioni che hanno vissuto l'ultima Guerra mondiale stanno uscendo di scena.

11 ottobre
Noi italiani siamo grandi evasori fiscali, ma anche gli americani non scherzano: “S&P 500 companies are holding $920 billion in cash overseas right now, and not paying taxes on any of it. That’s according to a Goldman Sachs estimate”. E, secondo Citigroup, se si guarda a tutte le società americane, ci sono 2.5 trilioni di profitti che sono stati tenuti all'estero per evitare di pagare il 35% delle tasse sui guadagni, come accaduto per il caso Amazon, che ricevette agevolazioni fiscali quando Junker era primo ministro del Lussemburgo. L'Unione Europea è guidata da un consulente di elusori fiscali al quale poco interessano i problemi politici e sociali del continente. Tanto per ribadire il concetto, se a qualcuno non fosse ancora apparso evidente.

4 ottobre
Dicono i miei guru d'oltreoceano: «Someone said political premium in Europe is vulnerable to this weekend’s Catalan referendum. And that’s a huge problem because the entire European experiment rests on political premium. It’s kind of like the U.S. dollar resting entirely on the full faith and credit of the U.S. government.».
In soldoni, la vittoria del Sì in Catalogna provocherebbe il calo dell'euro e delle Borse europee, nel timore di prossimi scossoni (cito a caso: Paesi Baschi, Scozia, Nord Italia…), il rialzo della valuta americana e dell’oro. Il Sì catalano, quindi, mina la fiducia di cui ha goduto fino ad oggi la struttura europea. Non è il mio pensiero, però vale la pena di riportarlo.

26 settembre
Referendum: parlarne oggi significa evocare l'Armageddon. Sia per quello dei curdi (mai Turchia, Irak, Iran, Siria e Libano, nazioni che pure contano minoranze curde, accetteranno uno stato curdo) che per quello dei catalani (che Madrid non tollera). Quello di Veneto e Lombardia fa sorridere, lascerà il tempo che trova.

19 settembre 
Questi mercati fiacchi e incerti non mi convincono. Prendete l'oro, per esempio: sta saggiando la resistenza a 1.365 dollari, se non dovesse farcela è tutto normale, diversamente, se sfondasse tale resistenza, potrebbero esserci guai in vista. Altro segnale da tenere sotto controllo è quello del debito fisso che sale mentre i rendimenti scendono (10 anni bonds Usa a zero, Francia 0,63, Svizzera 0,33, Italia 1,95, Germania 0,37). Che cosa succederà in autunno? Da Wall Street dicono potremmo assistere a brutte sorprese. Relata rèfero.

5 settembre
Kim Jŏng-ŭn ha la bomba atomica. Da chi si dovrebbe difendere? Dai nemici vicini o da quelli lontani? Mentre il frikkettone coreano scherza con il fuoco, gli Stati Uniti dicono di non sentirsi in pericolo. E il Giappone? Loro sono già stati nuclearizzati una volta, sono abituati.
Dopo 40 anni di rischio nucleare resto basito di fronte a chi vuole usare l'atomica. E a chi non fa nulla per evitarlo.

29 agosto
L’Isis, attraverso gli attentati, vuole scatenare l'odio tra il mondo mussulmano e quello cristiano, per dimostrare che la convivenza è impossibile e spingere verso la ribellione gli islamisti che vivono in Occidente. In Gran Bretagna qualcuno ha abboccato a queste provocazioni, facendo il gioco dell'Isis. Sorry.

8 agosto
Il 34,1 per cento dei giovani americani tra i 18 e i 34 anni vive presso i genitori, fenomeno mai avvenuto in passato. La chiamano “basement generation”, composta per lo più da neri, ispanici e figli di bianchi di medio reddito. Anche gli Stati Uniti hanno i loro bamboccioni, sarà per questo che Big Money non crede alla guerra tra Usa e Nord Corea, altrimenti dollaro e oro sarebbero già esplosi. Siamo in presenza di due cani che abbaiano ma non mordono. Per ora.

25 luglio
Debito, debito, debito.
Negli Stati Uniti, stando a quanto riportato negli ultimi rapporti, i debiti delle imprese hanno raggiunto il 45% del Pil, come già accaduto nel 2000 e nel 2007. Non basta? Leggete questo: “First-quarter figures from the Institute of International Finance (IIF) pegged global debt at a new all-time high of $217 trillion. That’s more than three times larger than global GDP.”: il debito globale è tre volte il Pil globale. Got it?
E in Italia? Ci possiamo consolare: siamo appena al 132 per cento. E adesso chiamatemi pure Cassandro.

18 luglio
Nel suo Leviatano, Hobbes scriveva che la legittimità di un governo nasce dai diritti dei governati, non dalla superiorità di chi governa. Secondo voi la classe politica europea che ci guida ha letto Hobbes? I vertici dell'Unione, mi riferisco al noto consulente di evasori fiscali Junker, sono ricattabili da banche ed eurocrati. Vi fidate di un sistema politico guidato da ricatto ed evasione? Vi fidate di loro? 
Io no, e non vedo l'ora di mollarli.

11 luglio
Quando le banche spagnole sono fallite, l'Italia ha dato 30 miliardi per salvarle, mentre oggi, sugli immigrati, gli spagnoli si tirano indietro. Cito Sciascia: ommini , mezzi ommin, omminichi e quacqueraqua. Ai vertici delle Istituzioni europee sembra siano presenti soltanto questi ultimi.


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Osservatore dei casi della vita, della finanza internazionale, di storie economiche e di varia umanità. Oggi in pensione, è stato giornalista de L'Espresso e inviato per la Repubblica.


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