Anno III - Numero 7
Le iscrizioni all'antifascismo sono chiuse da tempo.
Benedetto Croce



My2Cents

Tutti i pensieri di Gianfranco Modolo*


6 febbraio
I giovani sfiduciati, senza lavoro, poco motivati, sono facile preda del fascismo. Chiediamoci “perché” ci sono tanti giovani senza lavoro. Gli imprenditori privati vanno in Cina e in genere dove il lavoro costa meno, lo Stato italiano non ha più imprese proprie e non può crearne di nuove per limiti di bilancio. Ringraziamo chi ci ha messo in questa situazione.

30 gennaio

Divorzio tra Bankitalia e Tesoro, ingresso nell'euro, svendita delle industrie pubbliche: lo ha deciso il popolo italiano oppure han deciso i soliti noti? Per chi votare il 4 marzo? Davanti a me vedo gli Sfilacciati, gli Impresentabili e gli Sciamannati: la scelta non è facile. Tuttavia, chissà perché, gli Sciamannati fanno veramente paura a tutti, persino Eugenio Scalfari dice che il Berlusconi, evasore fiscale etc. etc. etc., è meglio di loro. 
Una ragione ci sarà, ma nessuno la dice...

16 gennaio
Il Rosatellum è stato creato ad arte per favorire le larghe intese o inciuci o alleanze trasversali, chiamatele come volete. Osservando quanto accade in questi giorni, mi sembra chiaro che il 5 marzo, ad urne chiuse, si ritornerà alle larghe intese, a meno che non esplodano i 5Stelle che, però, dopo essersi rimangiati l'euro, la legge Fornero e qualcosa d'altro, hanno perso già buona parte della loro carica. Moriremo democristiani.

9 gennaio
Dal 1980 al 2007 lo Stato italiano ha contratto 1.335,54 miliardi di debito, sui quali ha pagato 1.740,24 miliardi di interessi. Lo scrive Marco Bersani nel suo libro sulla storia del debito pubblico italiano. Questo fenomeno si chiama: USUROCRAZIA, ovvero signoria dell'usura. Di tutto questo ringraziamo l'ex ministro Beniamino Andreatta che volle il divorzio tra Tesoro e Bankitalia e gli economisti liberal che ci hanno fottuto alla grande.

2 gennaio
Guerra santa, scomuniche e maledizioni islamiche contro la criptovaluta: gli imàm lanciano la fatwa contro Bitcoin. Scommetto, ahimè, che sarà la volta buona che decolla. Poi un bel giorno, insieme alle altre criptovalute, verrà messo al bando in tutto il mondo, perché il loro sottostante non esiste. Nel frattempo un sacco di gente avrà perso una montagna di danaro reale e qualcuno lo avrà guadagnato. Come al solito.

19 dicembre
Gli interventi della politica nelle crisi bancarie ci sono sempre stati e sempre ci saranno. Ferruccio De Bortoli non ha mentito, non ha inserito una fake new nel suo libro per aumentarne le vendite; ho scritto tre libri su altrettanti crack bancari e so per esperienza che i politici si inseriscono sempre in queste vicende per tutelare tutto e tutti. Non mi meraviglio degli interventi del ministro Boschi ma, scoppiato il caso, avrei tenuto un atteggiamento più distaccato. Vicenza, Arezzo e Valenza sono i tre poli dell'oreficeria italiana: i segreti degli orafi stanno nelle loro banche, ecco la causa per cui la Boschi si è mossa sulla possibile fusione Vicenza-Etruria. È tutto e mi auguro sia stato solo per questo.

12 dicembre
Il mondo della Finanza è in subbuglio.
Gli inquirenti americani stanno attaccando Deutsche Bank per il Russiagate: vogliono conoscere i conti di Trump mentre la banca si oppone. Ricordo che in passato la Banca della Svizzera Italiana si oppose a un'analoga misura per fatti di Borsa con il risultato di ottenere 5 milioni di dollari di multa al giorno, il sequestro delle attività negli Usa e la chiusura del seggio a Wall Street; dopo una settimana la BSI cedette e diede accesso alla documentazione richiesta. Finirà così?
Intanto la Brexit potrebbe costare alla Gran Bretagna da 60 a 100 miliardi di euro. Si tratta di multe per violazione dei patti oppure del recupero di crediti anticipati? Se la richiesta fosse legata a questa seconda ipotesi, l'Ue avrebbe finanziato il più grande complice di tutti gli elusori fiscali europei, e non solo. Complimenti.

5 dicembre
A sinistra vedo una “cupio dissolvi” che mi stringe il cuore e non fa prevedere nulla di buono. La nostra generazione dovrebbe chiedersi come mai i giovani vanno a destra, politicamente. Dove abbiamo sbagliato? Cosa non abbiamo insegnato? Di che cosa li abbiamo privati? Meno chiacchiere, dunque, ma più autocoscienza.
Nessuno, ad esempio, contesta a Pietro Grasso il diritto di fare scelte politiche, ma prima avrebbe dovuto dimettersi da presidente del Senato, seconda carica istituzionale. Anche se mi auguro lo faccia al più presto, per il bene del Paese che potrebbe dubitare della sua imparzialità nella gestione dell'incarico, sono convinto che andranno tutti al macello. Lo sanno ma non riescono a superare gli antagonismi.

28 novembre
Martin Schultz rispunta nel panorama tedesco. 
Come previsto, in Germania sembra siano fallite le trattative per il governo “Giamaica” e lo scenario più plausibile, ora, si biforca tra la via delle nuove elezioni oppure quella dell’apertura alla Spd; ed è probabile che Schultz accetterà l’invito, dirà di farlo per il bene del paese. Ma sono sicuro che, sotto sotto, il marpione ci sperava, perché cosciente del fatto che adesso il suo peso politico conti ben più di prima.


14 novembre
A chi piange per le sorti pallonare della nazione: “Bloomberg recently reported that the world’s largest hedge fund, Bridgewater Associates, is adding to its billion-dollar short against the Italian economy. The fund recently disclosed a $300 million bet against Eni SpA, Italy’s oil and gas giant.”. Oltre che contro l'Eni, questo Fondo guidato dall'italo-americano Ray Dalio, ha scommesso in derivati “short” un miliardo di dollari contro 6 banche italiane e 310 milioni contro Enel. Perchè? Questa la spiegazone: “Italy's NPL (nonperforming loans) levels stood at €356 billion at the end of June of last year, corresponding to 18% of total loans for Italian banks, equivalent to 20% of Italy's GDP and one-third of the euro area total for NPLs. Why is Dalio singling out Italy? Because the €318 billion in bad loans on Italian banks' balance sheets represents a third of Europe’s total.”
Morale: all'estero si scommette contro di noi perché ci vedono in braghe di tela. Diamoci una mossa.

7 novembre
A urne appena chiuse, in Sicilia è stato arrestato un neo-deputato dell’Ars per evasione fiscale: i lupi perdono il pelo ma non il vizio. Ricordiamolo quando, a primavera, gli italiani saranno chiamati alle urne per affrontare il dilemma elettorale francese: scegliere tra il partito degli indagati e quello degli sciamannati. C'era una terza via, ma si è suicidata.

2 novembre
Perché devono essere i contribuenti a pagare per gli errori di valutazione e la cupidigia dei banchieri europei? A proposito del dimezzamento del Qe annunciato alcuni giorni fa si legge: “the European Central Bank is finally being forced to end its greatest orgy of money printing in history. The U.S. Federal Reserve has already announced the same.”. Stando a queste fonti, quindi, Draghi sarebbe stato costretto a ritoccare il Qe, non sarebbe stata una sua scelta. E la riprova di questa tesi è stata che l'euro ha immediatamente perso due punti nei confronti del dollaro.


25 ottobre
Quando le banche sbagliano e Bankitalia non controlla, si creano buchi per decine di miliardi che i contribuenti italiani sono poi chiamati a coprire e quando si vuol allontanare chi non ha controllato c’è qualcuno che trova pure da ridire. Perché toccando Bankitalia (e le banche che la controllano) si levano immediatamente alte le voci dei corifei che difendono un sistema di potere economico avido e sino ad oggi inviolabile: lo ha fatto per primo il senatore Mucchetti seguito da Walter Veltroni, avanguardie - e altri ancora ne verranno, non ne dubito - di quanti hanno preso posizione contro Matteo Renzi, portavoce di quell’ala del Partito Democratico secondo la quale Visco deve andarsene perché ha coperto le banche che in questi sette anni ne hanno fatte di tutti i colori.
Nel frattempo, l’ex presidente Napolitano e Luigi Zanda hanno preso posizione contro la mozione PD per la rimozione di Visco. Peccato che nel 2007, quando Monte dei Paschi di Siena comprò Antonveneta per 9 miliardi di euro (con una plusvalenza monstre di 5 miliardi in favore del venditore BBVA che l'aveva pagata 4 miliardi pochi anni prima) nessuno di lor signori ebbe da ridire. Mentre Bankitalia applaudiva e la plusvalenza taroccata venne pagata dai contribuenti italiani con il salvataggio del Mps.
Morale: Visco ha coperto i suoi padroni, le banche, che posseggono Bankitalia e nella lotta tra chi vuole le sue dimissioni e chi ne sostiene l’operato alla fine si delineerà un chiaro quadro tra chi sta con le banche e chi contro. In tutto questo, Bankitalia si difende: nelle vicende bancarie, afferma di essersi sempre mossa d'accordo con il governo. Bravi: tutti d'accordo nel fottere i contribuenti italiani.

18 ottobre
Il rosa antico non piace più: in Francia, Germania e Austria crollano i socialisti e la sinistra moderata in genere. Nel frattempo, osservando quanto accade in Corea del Nord, Ucraina o Medio Oriente, rilevo - non senza preoccupazione - una gran voglia di menar le mani: il ciclo della guerra ha ripreso fiato. Forse perché le generazioni che hanno vissuto l'ultima Guerra mondiale stanno uscendo di scena.

11 ottobre
Noi italiani siamo grandi evasori fiscali, ma anche gli americani non scherzano: “S&P 500 companies are holding $920 billion in cash overseas right now, and not paying taxes on any of it. That’s according to a Goldman Sachs estimate”. E, secondo Citigroup, se si guarda a tutte le società americane, ci sono 2.5 trilioni di profitti che sono stati tenuti all'estero per evitare di pagare il 35% delle tasse sui guadagni, come accaduto per il caso Amazon, che ricevette agevolazioni fiscali quando Junker era primo ministro del Lussemburgo. L'Unione Europea è guidata da un consulente di elusori fiscali al quale poco interessano i problemi politici e sociali del continente. Tanto per ribadire il concetto, se a qualcuno non fosse ancora apparso evidente.

4 ottobre
Dicono i miei guru d'oltreoceano: «Someone said political premium in Europe is vulnerable to this weekend’s Catalan referendum. And that’s a huge problem because the entire European experiment rests on political premium. It’s kind of like the U.S. dollar resting entirely on the full faith and credit of the U.S. government.».
In soldoni, la vittoria del Sì in Catalogna provocherebbe il calo dell'euro e delle Borse europee, nel timore di prossimi scossoni (cito a caso: Paesi Baschi, Scozia, Nord Italia…), il rialzo della valuta americana e dell’oro. Il Sì catalano, quindi, mina la fiducia di cui ha goduto fino ad oggi la struttura europea. Non è il mio pensiero, però vale la pena di riportarlo.

 >>> SUCCESSIVA

Osservatore dei casi della vita, della finanza internazionale, di storie economiche e di varia umanità. Oggi in pensione, è stato giornalista de L'Espresso e inviato per la Repubblica.


Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...