Anno III - Numero 20
Che epoca terribile quella in cui degli idioti governano dei ciechi.
William Shakespeare

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Tutti i pensieri di Gianfranco Modolo*


15 maggio
Inizia il fuoco di sbarramento per le nomine del governo, segnatamente quella del Ministro dell’Economia e delle Finanze. Spread in rialzo, Borsa in calo, mercati agitati, ammonimenti dall'estero: tutto come al solito. Chi approfitta abilmente della situazione è soprattutto Silvio Berlusconi, autore, dice lui, di un grande sacrificio per il Paese. In cambio chiederà di non aumentare la 
tassa che Mediaset paga allo Stato per trasmettere i programmi, di non procedere ad alcuna verifica sugli affari del gas tra Eni e Gazprom e di abbandonare qualsiasi velleità sul conflitto d'interesse.
Questo passo indietro del Cavaliere costerà non poco alle casse pubbliche, sappiatelo.


8 maggio
Qualche tempo fa, il presidente Mattarella ha firmato una legge elettorale, il rosatellum, che ha provocato la situazione nella quale si trova oggi il Paese. Per rimediare ai guasti di un provvedimento che Lui stesso ha approvato, adesso il Presidente deve intervenire "suo modo"Domanda: non poteva svegliarsi prima?

2 maggio
Come in una gigantesca partita di Risiko, il mondo intero assiste impotente alle mosse dei pochi giocatori invitati.
Su uno dei lati della plancia c'è Israele che vuole eliminare la minaccia iraniana o vuole che qualcuno lo faccia suo posto, come avvenuto per Iraq, Siria e Libia: se, a suo tempo, non fosse intervenuto Obama, avrebbe già bombardato i siti nucleari dell'Iran, adesso, cambiato il cavallo, il gioco riprende. Dall'altra parte del planisferio provengono i rumors del summit di Washington che vorrebbero l’Iran pronto a entrare (e a breve) nel mirino dell’Occidente: sarebbe l’ultimo stato “canaglia” ancora intatto a pagare (e a caro prezzo) la propria indipendenza dopo Libia, Siria e Iraq.
Un tempo regimi laici, tutti questi Stati non sono mai stati graditi a Stati Uniti e Francia che preferiscono, invece, regimi religiosi e integralisti come quelli del Qatar, dell’Arabia Saudita e del Kuwait. Fino ad oggi ha resistito soltanto Rocket Man, ma soltanto perché l’atomica l’ha già in tasca.

24 aprile
Quadro politico, ovvero commedia delle parti: Silvio Berlusconi attacca il M5S permettendo a Matteo Salvini di smarcarsi e provarci con Di Maio. Ma non bisogna mai dimenticare che Berlusconi non è il primo pirlotto che passa, è pur sempre "il Caimano". Che cosa ha ottenuto, allora, da Salvini e Di Maio in cambio di questa sceneggiata? Una legge annacquata sul conflitto di interessi? L’annullamento dell'aumento del canone di concessione per le sue televisioni? Ah, saperlo... 
C’è poi una seconda ipotesi, che lo stiano ricattando come accadde nel 2011: o abbandona oppure diventa concreto il rischio di veder saltare le sue aziende attraverso la chiusura dei rubinetti del credito bancario. 
Se fosse così, gli italiani dovranno fidarsi di un governo nato grazie ai ricatti dei poteri forti.

17 aprile
Missili sulla Siria durante la fine settimana: evento offerto come spettacolo extra ai poltronisti benpensanti occidentali oppure evento compiuto a mercati chiusi (come l'annuncio di una svalutazione) che lunedì all’apertura dei mercati offre una ulteriore possibilità di guadagno ai pochi che sanno? Qualcuno ha scritto: “missili telegrafati dagli Usa alla Siria, tanto per non fa perdere la faccia a chi li ha inviati”, così l'onore degli States è salvo e Trump, Macron e la signora May possono tornare soddisfatto ai loro problemi interni. Certo, ci sarebbe il particolare di quelle persone che per questa ennesima farsa di potere ci hanno lasciato le penne; difficile liquidarli pensando che fossero soltanto pezzenti che non meritavano altro. Il giudizio di Comey su Trump mi ricorda quello che anni fa tratteggiò The Economist su Berlusconi: non adatto a svolgere il ruolo di capo del governo. La storia, ahimè, si ripete.


27 marzo
Trent’anni fa l'Italia era la seconda nazione manifatturiera d'Europa, poi abbiamo venduto, svenduto, chiuso e delocalizzato tutto. Nonostante questo, oggi siamo ancora la seconda potenza d'Europa. Tra promossi e bocciati dalle urne, alcuni sostengono che il nostro è diventato un paese di merda perché il popolo ha voltato le spalle a una classe politica indegna e corrotta.
Ho il massimo rispetto per il mio Paese e tengo nella giusta considerazione la merda.


13 marzo
Sono sempre stato contro l'euro, diciamo almeno a partire dal 1993, proprio perché una certa sinistra ha visto nell'euro uno strumento di dumping sociale. E aveva ragione. Volete un esempio? Eccolo. Due fabbriche di rubinetti, una in Baviera, l'altra in Piemonte. Identici sono prodotto, costo materie prime, tecnologia, costo per unità di prodotto. Diverso il carico fiscale: superiore in Italia perché il nostro Stato è meno efficiente, più corrotto e spendaccione. Con il regime di cambi fissi (leggi euro) cosa deve fare l'azienda italiana per sopravvivere? Semplice: ridurre il costo del lavoro. Altrimenti salta. Ecco dunque l'euro strumento di dumping sociale e di impoverimento nostrano. L’esempio vi è servito a capire perché questo euro ci penalizza tutti? Morale: prima di tutto, bisognava fare le riforme e poi, soltanto dopo, si sarebbe potuto entrare nell’euro. Stesso discorso per corruzione, mafia, sprechi e compagnia cantando: prima si correggevano questi aspetti e dopo si sarebbe potuto entrare nell’euro.
Siamo in un 
cul-de-sac dal quale nessuno sa come uscirne.


6 marzo
Chissà se quelli della Kaviar Gauche, Pd e LeU, lo avranno capito. Non puoi angariare milioni di giovani con disoccupazione, precariato, partite Iva, vauchers, Cocopro et similia, terrorizzare il Paese con i mantra Europa, Debito, Mercato, sperando di farla franca: prima o poi il conto arriva, ed è sempre salato. Ben lo sa, ad esempio, il defunto Psi, Partito Scomparso In Fretta… Adesso che la classe politica ha celebrato il suo rito esistenziale occorre meditare su come procedere. Se lo sgrullino loro questo apparente cul-de-sac nel quale si sono infilati, non mi preoccuperei più di tanto: il Belgio è rimasto un anno e mezzo senza governo (c'era quello di transizione per gli affari correnti) e non è morto nessuno. Quindi inizino pure le ordalie interne, alleanze, fusioni, divorzi, tradimenti, rinneghi. San Pietro rinnegò il Cristo tre volte, non mi meraviglierei di alcunché: passata la sbornia elettorale bisognerebbe lasciare lavorare tutti in pace, augurandosi che sulla classe politica (che paghiamo molto affinché guidi il Paese) scenda lo Spirito Santo. Oltretutto siamo in stagione.

20 febbraio
Tra il 2006 e il 2016, gli italiani poveri (cioè quelli che non si possono permettere di mantenere uno standard di vita minimo), sono passati di 1,66 a 4,74 milioni. Pochi politici, tra quelli in gara attualmente, parlano di queste sofferenze umane. E nemmeno se ne discute a Bruxelles e a Francoforte, dove ci si preoccupa per le sofferenze bancarie. A due settimane dal voto la speculazione, sempre attiva in questi momenti, non ha ancora preso posizione sui possibili esiti: o si dà per scontato che non cambierà nulla (quindi Renzi/Berlusconi, come ora) o si crede che si ritornerà al voto tra qualche mese, quindi sarebbe inutile fasciarsi la testa ora. Questa calma non mi convince, però mi attengo ai fatti. 

13 febbraio
Tanto rumore per i 500.000 euro dei Pentastellati fingendo di non ricordare i 22,8 milioni di Lusi, segretario della Margherita, o i 40 milioni di Bossi e compagni, per non parlare degli impresentabili, da Berlusconi in giù. I media italiani sembrano non voler capire che tutto questo accanimento mediatico nei confronti del M5S serve soltanto a portare acqua al loro mulino. Ai seguaci di Di Maio non conviene reagire, basta sistemarsi in riva al fiume e attendere; comunque finirà il 4 marzo.

6 febbraio
I giovani sfiduciati, senza lavoro, poco motivati, sono facile preda del fascismo. Chiediamoci “perché” ci sono tanti giovani senza lavoro. Gli imprenditori privati vanno in Cina e in genere dove il lavoro costa meno, lo Stato italiano non ha più imprese proprie e non può crearne di nuove per limiti di bilancio. Ringraziamo chi ci ha messo in questa situazione.

 >>> SUCCESSIVA

Osservatore dei casi della vita, della finanza internazionale, di storie economiche e di varia umanità. Oggi in pensione, è stato giornalista de L'Espresso e inviato per la Repubblica.


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