Anno III - Numero 16
Iniziare a riflettere sulla tecnica nel bel mezzo di una gara è una ricetta sicura per perdere.
Daniel Goleman

1 D4

Le Riflessioni di Gianni Di Quattro *

17 aprile
Una delle grandi invenzioni della religione cattolica è la confessione: si può peccare ma se poi ci si confessa pentendosi nelle mani di un rappresentante della Chiesa (e qui sta la genialità) si può cancellare qualsiasi peccato. In un certo senso è un incentivo a peccare nella certezza del perdono.
Una delle grandi invenzioni della democrazia è il concetto per cui il popolo può scaricare i propri difetti, le proprie incapacità, immaturità e mancanza di cultura sulla responsabilità della classe politica senza considerare che la stessa è parte integrante di sé stesso e interpretando la parte della vittima, un atteggiamento che alcuni capipopolo mettono in risalto per conquistare un proprio ruolo. Una specie di masochismo di massa (chiamato anche populismo) sempre evidentemente riscontrabile nel rapporto biunivoco tra il livello del popolo e quello della propria classe politica.
Gli americani dicevano che c'erano le armi chimiche in Iraq: hanno sconvolto un paese, ucciso il loro leader e le armi non sono state trovate, semplicemente perché non c'erano.
Sulla ex spia russa avvelenata in Gran Bretagna, gli inglesi hanno detto che sono stati i russi mentre le indagini hanno dimostrato che non è vero: il veleno non viene dalla Russia ma è inglese.
Adesso americani, inglesi e francesi (che se ne fregano di farci dimenticare la Libia e quello che hanno provocato nella regione) dicono che ci sono le armi chimiche in Siria e cominciano a sparare.
Non sarà che ci stanno raccontando tutti un sacco di balle e stanno facendo i loro sporchi affari alla faccia nostra e della civiltà?

27 marzo
Nessuno vuole o sa fare i conti con il proprio passato, che poi sarebbe l'unico modo per costruirsi un futuro migliore e diverso. Il caso dei comunisti italiani è macroscopico ma non unico, basti pensare a quello di tanti politici e personaggi che ancora popolano i diversi panorami di questo paese o a casi individuali come quello recente di Matteo Renzi (anche se il suo passato è breve) e di Silvio Berlusconi, che si accanisce a volere restare in campo anche se è lampante che le forze stanno per esaurirsi. Questo discorso, naturalmente, vale per tutti ed è anche per questo che tanti non riescono ad essere sereni e si macerano nel rancore, nella voglia di emergere a tutti i costi. Nel continuo tentativo di distruggere per nascondere.

20 marzo
Alle volte ho il sospetto che la democrazia, in questa sua veste attuale, produca nel mondo anche mostri e cose infami. Analizzando certi comportamenti, penso che il vero grande problema risieda nelle persone che credono a tutto e vanno dietro a improbabili condottieri battendo le mani: basta gridare e promettere per vincere o nascondere quello che non si vuole che la gente capisca o veda. Ad osservare quello che sta succedendo alla politica italiana, viene da pensare che è un peccato che non ci sia più Pirandello! Volete un esempio? Eccolo. Stante lo stallo post-elettorale, vedrete che il Presidente Mattarella, spesso insultato da grillini e ancora più violentemente da Matteo Salvini, spingerà affinché il Partito Democratico si spacchi e una parte di questo concorra ad appoggiare il governo di uno dei due candidati Premier (forse più quello dei Pentastellati) mentre l'altra parte, rimasta tanto piccola da risultare insignificante, finirà per essere rottamata. Matteo Renzi, il grande sconfitto della sinistra del 4 marzo, non è stato fatto fuori per odio ma soltanto perché era contrario a questo progetto mentre Massimo D'Alema e compagni, come al solito, non avrebbero capito niente, al contrario di Silvio Berlusconi che, però, ormai è vecchio e fuori tempo.
E pensare che Mattarella deve a Renzi la sua elezione, ma la politica così è (se vi pare).

13 marzo
La campagna elettorale è finita e il problema di tanti, adesso, è cominciare a costruire le motivazioni per giustificare che non potranno mantenere le cose promesse fino a qualche settimana fa.
Tra le soluzioni ideali, sembra prevalere quella di scaricare la colpa sugli avversari o sui partner, un po’ come faceva l'iracondo Ollio nei confronti del povero Stanlio nelle meravigliose scenette che tutti ricordiamo. E, proprio come se fosse pensata da un comico, c’è inoltre una cosa molto buffa nel teatrino nazionale: la stizza dei vincitori nei confronti degli sconfitti, rei di non aiutarli nell’attuazione dei loro programmi. Vae victis.


27 febbraio
Osservo un sacco di gente che parla a vanvera della situazione attuale. Certamente capire è difficile però sforzarsi è necessario, prima di sparare giudizi, valutazioni e prospettive. 
Sono molti quelli per cui la parola è spesso più veloce del pensiero.


13 febbraio
Questa campagna elettorale va avanti nel modo più volgare, tra una balla e un'altra, tra un insulto e un altro. La sensazione che danno i partiti, almeno la gran parte di essi, è quella di non tenere in alcun conto la realtà, del modo di sentire e delle esigenze di tanti cittadini.
Quello che succederà dopo il 4 marzo, probabilmente, non sarà niente di positivo per il Paese che, tra le ipotesi più accreditate, potrebbe finire nelle mani di improvvisatori, visionari e fanatici. 
Sarebbe importante, da parte di chi lo sa fare e ha gli strumenti per farlo, realizzare un'analisi profonda di cosa è oggi l'Italia, per capire quale saranno il suo futuro e il ruolo che assumerà in una comunità internazionale. Penso che mai come in questa occasione il popolo italiano si stia mettendo a nudo di fronte a chi è capace di interpretarlo!

6 febbraio
Ascoltando quello che dicono i leader politici in questa campagna elettorale penso che possiamo stare tranquilli, forse, perché le balle che sparano sono così enormi e irrealizzabili che non potranno fare alcun danno al Paese. Certo, se i cittadini fossero dotati di buon senso dovrebbero distinguere ed evitare questo cinematografo, ma questa è l'utopia più grande, purtroppo.

30 gennaio
Alcuni condottieri che si candidano a guidare il nostro paese stanno facendo una campagna elettorale sognante, nelle braccia di un’illusione del loro valore che molto probabilmente non si ripeterà mai più.
Prendete Grasso, ad esempio, un mediocre travet che potrebbe essere un buon capo agenzia di una banca in un piccolo paese tranquillo dove dopo il lavoro gli uomini giocano a carte al circolo: interpreta la parte del tribuno che la notte si sveglia pensando di essere a Parigi mentre incita il popolo contro la Bastiglia.
Anche Salvini sarebbe un caso di studio interessante: interpreta la parte del tifoso che non vuole sentire ragioni e continua a gridare cornuto all'arbitro ad ogni suo fischio, giusto o sbagliato che sia, trasformato in quel tipo di soggetto che dopo la partita si allontana con gli altri tifosi avvolto nelle bandiere della squadra cantando a squarciagola e lanciando alle donne che incontra espliciti inviti a provare la sua potente mascolinità. 
E poi ci sarebbe il caso Di Maio, che gira l'Italia come in un sogno nel suo abito stretto fatto su misura dal sarto che una volta vestiva Nino Taranto. Dice cose roboanti, guarda chi lo guarda e non crede ai propri occhi, pensa che comunque un posto in paradiso lo avrà, sogna la sua foto nella galleria dei Presidenti a Palazzo Chigi, immagina d’incontrare Trump e discutere con lui dei destini del mondo. Si eccita al pensiero di essere scortato da uomini esperti, lui che scortava verso il loro posto i tifosi del Napoli allo stadio.

23 gennaio
Questa campagna elettorale, dove i leader (pensando che siano pochi quelli capaci di distinguere le fandonie dalla realtà) dicono cose a casaccio per conto dei loro partiti, dimostra la debolezza della stampa e della televisione italiana: non esistono, perlomeno rispetto a quelli che sarebbero i loro compiti anche istituzionali. È molto triste vedere schiere di pupi, che ancora si fregiano impropriamente del titolo di “giornalista”, agitarsi ubbidendo ai fili che li sostengono e li foraggiano. Riflettete su quanto si legge o si ascolta quotidianamente: noterete la gravità di questa considerazione sul momento (non solo politico) che viviamo.


16 gennaio
C'è sempre da augurarsi che persone equilibrate, laiche, libere dai pregiudizi, rispettose e aperte all’innovazione intervengano, esprimano le proprie idee, dibattano ovunque nei salotti, nei social network e in occasioni pubbliche e private: è così che un popolo può piano piano crescere ed evolversi, liberarsi dall'odio e da rancori, andare incontro ad un futuro migliore. Ma le persone che discutono di argomenti che ignorano e verso i quali non hanno competenza mi ricordano quelle che, un anno fa, discutevano sulla Costituzione senza averla mai letta, al più avendone soltanto intravisto qualche commento interessato proveniente da parte di qualche agitatore sociale o, peggio ancora, ascoltato qualche commento televisivo di giornalisti schierati. Legittimamente sul piano personale ma non certo su quello professionale.

9 gennaio
La Costituzione italiana stabilisce per ogni funzione pubblica un livello di competenza e di età; non si riesce a capire perché per i parlamentari questi principi non valgano, visto che sono incaricati (e stipendiati) per fare le leggi del Paese. Forse per un diffuso populismo esistente nel momento in cui la costituzione ha visto la luce e che oggi non avrebbe più ragion d'essere? Siamo circondati, in Italia e nel mondo, da persone che si credono geniali mentre la sensazione netta è che con gente simile non si vada da nessuna parte.
Con meno genialità e un po’ più di umiltà, forse, si potrebbe costruire un futuro migliore per tutti.


2 gennaio
Questo Di Maio mi pare proprio bravo. Il messaggio dei 5stelle al Paese? Dateci i voti e noi faremo il governo con chiunque, non importa se fascisti, comunisti, agnostici, anarchici o liberali. Daremo soldi a chi non lavora e abbasseremo le tasse a chi lavora, aumenteremo le pensioni, freneremo l'immigrazione e comanderemo in Europa, le banche saranno agli ordini dei correntisti e presteranno i soldi a chiunque lo chieda perché ne ha bisogno e tutte le sere inviteremo il popolo a cantare nelle piazze e nei cortili. Quando Di Maio dice «se non arriveremo al 40% faremo il governo con chi ci sta» si capisce facilmente che certi accordi sono stati già presi, vero? E poi si farà la sceneggiata che gli italiani (alcuni italiani) amano tanto. Questo Di Maio mi pare proprio bravo. O no?

19 dicembre
Un certo numero di partiti, gruppi o movimenti che si contendono il nostro voto danno l'impressione di essere costituiti da gente che si preoccupa di più di “fare sapere” che di “sapere fare”Dobbiamo cominciare ad abituarci che nel prossimo futuro il Paese, il nostro Paese, sarà nelle mani di chi non avremmo mai immaginato. Osservando quanto accade ogni giorno, sembra che il popolo italiano voglia un brutto futuro per potere continuare a lamentarsi e recriminare, perché questo consente di potere dire che le sconfitte sono opera del destino crudele e non della nostra stupidità.
Il futuro arriva lo stesso, anche se non ce lo meritiamo. Ed è sempre coerente a come siamo ed a cosa cerchiamo.

12 dicembre
Ormai pare tutto chiaro nello scenario di questo Paese. I personaggi che ne influenzano le decisioni hanno abbandonato Matteo Renzi perché ha perso e la gente che comanda non ama sostenere chi perde. Dichiarazioni, orientamento dei media in generale e collegamenti internazionali lo dimostrano ampiamente.
L’attuale panorama nazionale, vede i personaggi che condizionano l’Italia impegnati a sostenere l'alleanza della sinistra con i 5 Stelle, garanzia al tempo stesso di grande ammoino e immobilità, perché qualunque cambiamento li preoccupa e, inoltre, uno dei loro principali obiettivi è quello di contrastare l’avanzata di Silvio Berlusconi e dei suoi spiritosi alleati, questo perché non si fidano né del primo né dei secondi.
A un’attento esame, appare evidente che quelli di sinistra, a partire da Pietro Grasso, non farebbero quanto stanno facendo senza avere avalli e garanzie e da parte loro, seppur lentamente, anche i 5 Stelle stanno proprio cambiando.
E il popolo bue? Canta, protesta e porta le corna.

5 dicembre
L’alleanza tra le sinistre riunite attorno a Pietro Grasso e i 5 Stelle sembra la cosa più naturale. Insieme possono vincere e forse anche governare, battere gli uomini di Berlusconi e i suoi alleati ma soprattutto possono battere Renzi e il Partito Democratico. D'Alema e i suoi fedelissimi ne sarebbero felicissimi. Sono convinto che alla fine questa alleanza si farà, perché diversamente a rischiare sarebbero sia i dalemiani che i Pentastellati. Si farà perché non è basata su un’ideologia o un qualsiasi programma e quindi è più facile da realizzare. Visto i personaggi protagonisti, prepariamoci ad assistere a una specie di resa dei conti d'altri tempi. Speriamo solo che l'odio nel paese non aumenti oltre misura.

30 novembre
Da più parti, sento gridare la necessità di cambiare la classe dirigente di questo paese.

Sono sicuro che vi siano persone giovani in grado di condurre il Paese meglio di quanto sia stato fatto finora ma quello che si comincia a vedere, quelli che cominciano a circolare e a darsi delle arie, almeno per quanto mi riguarda non posso nascondere che un po’ spaventa.
Siamo proprio sicuri, ad esempio, che il Ministro Calenda su cui stanno convergendo tanti giudizi positivi e chiamato a disegnare la politica economica italiana abbia autentica competenza in materia di telecomunicazioni e di servizi? Non so chi lo consigli, la speranza è che la sua presunzione di intelligenza - che mi dicono sembri essere sfrenata - non lo conduca pericolosamente fuori strada. Pericolosamente per noi.


23 novembre
Continuo a domandarmi dove siano i giovani in questo paese. Sono assenti, dalla politica, dalle arti, dal cinema, da qualsiasi altra attività. Ogni tanto si avverte la loro presenza quando si parla - e non sempre a proposito - di scuola, anche se spesso sono i primi a non sapere perché stanno protestando. Questa assenza, propria di questa epoca, è particolare e non comparabile con il passato. Che succede? Di chi è la colpa? Esiste un eccessivo benessere oppure nella scuola mancano i dibattiti e i momenti di aggregazione? Questi giovani, sono solo interessati alle cose o hanno anche loro dei valori? Insomma: come stanno crescendo, che cosa ci aspetta nel prossimo futuro? Un problema grave che può fortemente condizionare l’avvenire.

16 novembre
Le diseguaglianze sociali sono in accentuazione in tutto il mondo. Aumenta la mancanza di rispetto umano, l'obiettivo dei gruppi di potere è quello di accrescere il loro arricchimento creando nel contempo nuove forme di schiavitù delle masse servendosi della tecnologia e approfittando della incertezza e della paura del futuro, una paura sempre più diffusa. Il modello sociale attuale non funziona più. E diventa sempre più perverso.
Forse è necessaria una rivoluzione che diventi propedeutica ad un cambiamento globale su un modello diverso e i movimenti migratori potrebbero essere le anteprime di quello che potrà (e inevitabilmente dovrà) succedere; strano che molti non lo capiscano. O non lo vogliano capire.

9 novembre
Piano piano, sembra che la competizione in corso per nominare il prossimo capo del Governo sia tutta interna alla magistratura: i 5 Stelle starebbero pensando a presentare Davigo mentre la sinistra unita potrebbe fare la stessa cosa con Grasso e, in un simile scenario, anche la destra dovrà alla fine convincersi, magari affidandosi a qualche giudice veneziano. Intanto il capo dello Stato è già nel futuro. Stanno facendo di tutto per farci capire che la democrazia, questa democrazia, è stata fatta prigioniera.

2 novembre
Nel corso di una trasmissione televisiva, il Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda ha detto di non condividere le critiche avanzate da parte di Matteo Renzi e del Partito Democratico alla Banca d'Italia e al suo Governatore, Ignazio Visco. 
Secondo il pensiero espresso dal Ministro Calenda, nessuna istituzione dovrebbe essere per principio esente da critiche ma il metodo adottato in questo caso avrebbe dovuto essere differente perché agendo così come si è fatto si correrebbe il rischio di mettere in pericolo il prestigio dell’Istituzione nel rispetto dei cittadini. Se ho capito bene, quindi, il Ministro avrebbe probabilmente preferito una critica ovattata nelle stanze dei palazzi, senza fare trapelare alcunché all'esterno. 
Ho come il sospetto che il Ministro non si sia reso conto che, così pensando, un simile comportamento lo avvicinerebbe più al concetto di omertà piuttosto che a quello di rispetto.

25 ottobre
Nel caso Banca d’Italia, non importa sapere chi ha fatto bene o chi ha fatto male, non importa come il problema verrà risolto e chi ci guadagna o chi ci perde. L’importante, quanto auspichiamo, è che l’istituto preposto alla vigilanza s’impegni seriamente nell’assolvimento del suo compito, nell'interesse del Paese. O forse è un pensiero troppo illuministico?

18 ottobre
Forse non tutti si stanno rendendo conto con precisione del danno che Donald Trump sta facendo per il suo Paese e in generale per tutta la Terra. È vero che la democrazia americana è forte e ha sviluppato gli anticorpi necessari ma altri Paesi non sono nelle stesse condizioni e il rischio che salti qualche tappo è preoccupante. Osservando i rapporti che sta distruggendo, se tutto va bene - e i rischi aumentano giornalmente - la ricostruzione richiederà molti anni.

11 ottobre
Qualche giorno fa, i giornali titolavano “La zampata di D’Alema" sul Governo. L’obiettivo dell’ex Premier è quello di ricattare il Governo in carica, minacciandone la caduta, se non otterrà la legge elettorale a lui più conveniente, perché mira a diventare Presidente della Repubblica. Ma Matteo Renzi ha sparigliato il suo gioco, per questa ragione l’odio di Massimo D’Alema per l’attuale Segretario del Partito Democratico è più che profondo. In questo mediocre conflitto politico, immaginiamo facilmente la soddisfazione di entrambi: degli interessi del popolo italiano, naturalmente, a loro non importa nulla. Che brutta gente si muove sul palcoscenico del potere di questo Paese! Si capisce perché l’Italia è nelle brutte acque in cui cerca di navigare.

4 ottobre
Il fenomeno delle autonomie regionali si diffonde e il mondo si spezzetta. Certo gli errori, le incapacità e le inadeguatezze delle formule politiche si sono accumulati nel tempo, ma poi si faranno alcune guerre per le annessioni, si ricostituiranno le unità e tutto ricomincerà. La storia del Mondo procede seguendo sempre questa alternanza, con generazioni nuove e, purtroppo, maggiore violenza.
Forse un giorno gli uomini acquisiranno la cultura per capire che vincere non sempre migliora la vita e che vivere insieme in un contesto di solidarietà è, in effetti, il vero traguardo.



* Le Riflessioni di Gianni Di Quattro sono estratte da Nel Futuro, rivista della quale è co-fondatore.





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